I luoghi di Padre Pio

La vita di Padre Pio in San Giovanni Rotondo si e' svolta in pochi metri quadrati.
Noi riviviamo con lui questo percorso.


Celle #5 e #1, sala S. Francesco, frati, sacramenti, chiese, altari, confessioni, coro, rosari, giardino, veranda, vimini, terrazzo, olmo, arco, recite.

 

 

Padre Pio visse prima nella cella #5 e poi nella cella #5.
Incontro' gli uomini nella Sala San Francesco, e le donne nel corridoio della vecchia sacrestia.
I frati lo aiutarono nel passare da un luogo all'altro.

Padre Pio aveva uno speciale sorriso per i bambini e celebro' su richiesta battesimi e prime comunioni.
Celebro' anche matrimoni durante la messa o a parte.
Padre Pio  celebro' la messa a diversi altari nel corso degli anni, confesso' le donne sempre allo stesso confessionale, e gli uomini in sacrestia; Egli pregava nel coro della chiesa vecchia e sul matroneo della nuova S. Maria delle Grazie.
Non c'e un posto particolare dove Padre Pio recitava il rosario: Egli lo recitava sempre e dovunque, come si puo' vedere dalla immagini.

Nel pomeriggio passava 30 minuti nel giardino o sulla veranda a secondo della stagione e del tempo; sulla veranda c'era un salottino di vimini che Padre Pio usava.
Padre Pio passeggiava e pregava alle volte sul terrazzo. 

Nei primi anni parlava coi fedeli sul piazzale dove c'era un olmo piu' volte rimpiazzato, circondato da un basso muretto circolare che fungeva da sedile.
Dal giardino si accede ancora oggi al convento attraverso una porta con arco a sesto acuto.

Quando si costrui' la nuova chiesa di S. Maria si dovette abbattere la sala dei terziari francescani dove tra l'altro si facevano le recite a carattere religioso che piacevano a Padre Pio. Quando la sala fu abbattuta le recite continuarono nella "Casa Sollievo" che nel frattempo era stata inaugurata.

 

 
Cella #5

        
                          

 Quando Padre Pio ando' ad abitare al convento di San Giovanni Rotondo, gli fu assegnata la cella #5. La stanza e' molto piccola. Sulla destra c'e' il letto, con un Crocifisso sul muro, un comodino, una cassapanca per effetti personali, due sedie e un cassettone. La cella al presente non e' aperta ai normali visitatori.

  Nella cella #5 avvenne l'episodio della Transverberazione nel 1918.

L'inquisitore apostolico Mons. Raffaello Rossi ispeziono' la cella di Padre Pio nel 1921 e scrisse che Padre Pio era un po' disordinato. "Nella sua cella i diversi cassetti sono un po' disordinati: pezzi di carta, guanti, chinino, caramelle per i ragazzi, immaginette, tutto piuttosto confuso." (Castelli, Investigation, 95).

 

 

Cella #1

        

Padre Pio si trasferi' nella cella #1 nel 1943. Questa cella e' piu' grande della #5. La poltrona con il cuscino verde e' dope Padre Pio mori'. Ci sono due finestre che si affacciano a sud, oltre l'orto del convento. Una delle finestre ha un lavandino, che rimpiazzo' il bacile e la brocca, per lavarsi. Da questa finestra col lavandino Padre Pio usava salutare i fedeli' che stavano giu' nel piazzale, agitanto il suo grosso fazzoletto bianco.


         
Sul lato c'e' un como' con sopra tanti oggetti. Sul muro ci sono diverse immagini. Sulla sinistra c'e' una piccola scrivania e un inginocchiatoio. Sul letto ci sono due Crocifissi. Sul muro al lato del letto c'e' un quadro incorniciato raffigurante la Deposizione, e un citofono. Ai piedi del letto c'e' un dipinto che raffigura La Madonna della Purita', in una bellissima cornice di legno intagliato.

               
Padre Pio nella sua cella. Le prime tre foto sono di Padre Pio malato, visitato da Fra Daniele e da Padre Carmelo.

Nel corridoio davanti alla cella c'era sempre gente, Vescovi, seminaristi, fedeli, cher aspettavano l'opportunita' di dirgli una parola e baciargli la mano:
            

Il corridoio delle celle com'e' oggi:

 

 

Sala San Francesco

 

La Sala San Francesco fu costruita nel 1959 come una connessione tra la vuova chiesa di Santa Maria delle Grazie, e le celle del convento. L'artista locale Antonio Ciccone dipinse l'affresco di San Francesco. Padre Pio attraversava la sala almeno due volte al giorno. siccome era zona di clausura, le donne non erano ammesse. Gli uomoni si mettevano spontaneamente in ginocchio su due ali, sperando di parlare con Padre Pio e di essere benedatti da lui.



                                                       

In casi particolari Padre Pio regalava medagliette e rosari, su richiesta:

             




  Padre Paolino da Nola e altri Frati    

    Don Paolo Cecere

Giovanni Celotto e Raffaele Esposito in piedi al centro della foto, dietro Padre Alessio

Franco Parmentola parla con Padre Pio

Giovanni Parmentola in ginocchio tutto a destra

Salvatore Lorini, dietro Padre Alessio,  guardando a destra.

Padre Pio pone la mano sulla testa del piccolo Salvatore Lombardi.

 

 

Aiutato dai frati

Nel corso degli anni divenne sempre piu' difficile per Padre Pio muoversi sui piedi piagati. Gli atri frati allora cominciarono a fare turni per aiutarlo di giorno e di notte, cercando di fargli fare gli spostamenti nel modo meno penoso possibile. Fu cosi' che uno o due frati lo prendevano sottobraccio per accompagnarlo.


                                   




 


Bambini, Battesimi, Prime Comunioni

Quando Padre Pio incontrava i bambini aveva sempre uno sguardo, una carezza, un bacio, un sorriso per loro.


                             

Padre Pio era sempre disponibile ad amministrare battesimi e prime comunioni.


Battesimi   
             
Battesimo di Pio Masone, nipote di Padre Pio. La madrina che tiene in braccio il bambino e' Mary Pyle.
Carmelina Miglionico tiene in braccio il suo bambino mentre viene battezzato da Padre Pio.


Prime Comunioni amministrate da Padre Pio. Dopo la cerimonia i ragazzi ricevevano un certificato con la firma di Padre Pio.

           

 

           

                   


 


Matrimoni


Padre Pio seguiva con particolare affetto le coppie che venivano da lui per celebrare il loro matrimonio. I coniugi gia' sapevano quello che Padre Pio avrebbe detto loro al termine della cerimonia: "Che possiate avere otto figli." Padre Pio, lui stesso era il quinto di otto figli.


           
          
  
Salvatore Casalino e Carmelina Miglionico il 28 giugno 1962. La sposa bacia con estrema reverenza la mano piagata di Padre Pio.

 

 

Confessioni

  Uomini che aspettano in massa all'aperto per mettersi in fila e confessarsi da Padre Pio.Molti giorni Padre Pio quand'era giovane confessava per 19 ore.

  File di uomini e donne che aspettano di confessarsi da Padre Pio, prima che il sistema  di prenotazioni entrasse in funzione.

          L'ufficio di prenotazione per le confessioni di donne e uomini.

                 

 

La confessione delle donne fu fatta da Padre Pio allo stessa confessionale situato nella chiesetta antica, alla sinistra di chi entra.

 

 

 

                Gli uomini si confessavano nella sacrestia della chiesetta antica, genuflessi su un inginocchiatoio. Certi anni fu usato un confessionale con le grate. in quel caso Padre Pio apriva la porticina davanti e faceva inginocchiare il peniotente dinanzi a lui.


 

 

La chiesetta originale di Santa Maria delle Grazie

          
La chiesetta fu costruita nel 1540, distrutta nel terremoto del 1624, ricostruita nel 1629, e consacrata a Santa Maria delle Grazie il 5 luglio 1676.

 

 

La nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie

            

La nuova chiesa fu costruita a fianco della chiesetta antica. La prima pietra fu posta il 2 luglio 1956. Il costruttore fu l'architetto Giuseppe Gentile, di Boiano. I lavori cominciarono il primo luglio 1956. La chiesa fu consacrata il primo luglio 1959. Il mosaico dietro l'altare maggiore fu eseguito dallo Studio Mosaici della Citta' del Vaticano.

 

       

La chiesa ha altari e nicchie per Padre Pio, Papa Giovanni Paolo II, e Madre Teresa. La statua della Madonna delle Grazie e' portata in processione ogni sabato pomeriggio.

 

 


La sacrestia della vecchia chiesa.

                           

 

Nella sacrestia della vecchia chiesa Padre Pio si vestiva ogni giorno per la Messa. Egli passava dalla sacrestia per tornare al convento. Tanta gente lo aspettava in ginocchio, in due file, per baciargli la mano, dirgli una parola, dargli una lettera.

 

 

La sacrestia della nuova chiesa.

 

                                 

 

Nella nuova sacrestia Padre Pio si preparava per la Messa e faceva il ringraziamento, circondato da uomini in silenzioso raccoglimento. Alle donne per anni fu proibito l'accesso alla sacrestia nuova.

 

 

 

 

Coro della chiesetta antica e matroneo della nuova chiesa

 

Coro

    

Padre Pio passava lunghe ore, giorno e notte a pregare nel coro della chiesetta antica, in uno stallo per i frati, come quando ricevette le stimmate, o inginocchiato vicino al parapetto. Il coro ha subito modifiche.

 

 

Posizionato vicino al parapetto, Padre Pio era in grado di vedere la navata della chiesa giu', dove la gente stava in preghiera, in attesa che Padre Pio terminasse. Quando Padre Pio si alzava per tornare alla sua cella, la gente si alzava in piedi, voltata nella sua direzione, per essere benedetta.

 

      Il coro delle stimmate, com'e' oggi

 


   

Padre Pio prega sul matroneo della nuova chiesa, e cammina con i frati.

 

 

   Quando Padre Pio pregava sul matroneo, aveva difronte il mosaico della Madonna delle Grazie.

 

Da li' egli poteva anche vedere la gente giu' nella chiesa. I fedeli guardavano nella sua direzione per ricevere la benedizione prima che Padre Pio si ritirava.

 

 

  Il mosaico del fondo senza Padre Pio, quando Padre Pio era ancora vivo.

 

    Quando Padre Pio divenne beato, la sua immagine fu aggiunta al mosaico dietro l'altare maggiore.

 

 

 

Altari dove Padre Pio ha celebrato messa nel corso degli anni.


Santa Maria degli angeli in Pietrelcina, Celebro' la sua prima messa solenne.

Chiesa di Sant'Anna in Pietrelcina

Chiesa dei Cappuccini a Foggia

Cappella dell'Ospedale Militare di Napoli

     Altare maggiore della chiesetta di S. Maria delle Grazie

     Altare di San Francesco nella piccola chiesa

    Altare su un palco all'aperto prima della nuova chiesa.

        Altare interno al convento, durante gli anni 1931-3

      Sotto i portici dell'ala adesso demolita, con la sala dei Terziari.

All'ingresso di Casa Sollievo

  Nella cappella di Casa Sollievo

  Nella nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie dal 1959 fino alla morte nel 1968.

 

   

Nel giardino del convento

                        Padre Pio con Beniamino Gigli, il fratello Michele, dr. Sanguinetti, Dr. Lotti e tanti altri frati e amici.

     Padre Pio assiste ad una partita di bocce nel giardino orto dietro il convento. Dietro Padre Pio ci sono alcuni sacerdoti. Padre Pio tiene delle lettere in mano. Alla sinistra di Padre Pio, un gradino piu' giu', il commendatore Emilio Bevilacqua.  Siamo a meta' anni cinquanta e l'ospedale non e' ancora in funzione, ma tanti medici sono gia' in azione nell'ambulatorio. Seduti in basso, dalla sinistra, il professor Lucentini, il dottor Pancaro, il dottor Lotti,  piu' il profilo di un'altra persona.

 

 

 

 

Padre Pio sulla veranda col salottino di vimini.

                         
      

 

 

Terrazzo
       Sul terrazzo da solo e con fra' Daniele.
 

 

 

L 'arco a sesto acuto sulla porta che dal giardino e parcheggio immette nel convento.

                        Padre Pio utilizzava questa porta per uscire ed entrare dal convento senza passare per il portone principale. Qui benediceva le macchine degli amici, conoscenti e richiedenti.

 

 

Il sedile circolare di pietra sotto il vecchio olmo

                             

 

Recite a soggetto religioso.
 
    Sala dei terziari sulla destra nelle foto
           Padre Pio alle recite.

Cleonice Morcaldi: "Il padre guardiano fece costruire, accanto al convento, un grande salone per le riunioni e le conferenze del terz'Ordine francescano. Volle che io facessi un discorso d'inaugurazione. Con l'aiuto di Dio lo composi e lo feci sul palco ove c'erano i padri cappuccini, il vescovo, le autorita' del paese e Padre Pio. La folla mi regalo' grandi battimani. Il grande salone fu costruito per le conferenze, ma servi' per le recite sacre. Il Padre mi disse: "Vale piu' una rappresentazione sacra che una predica." Ne scrissi piu' di una decina. Mi aiutava la fantasia e il buon senso. I soggetti me li suggeriva il Padre. Preferiva sempre la vita dei martiri. La prima fu sant'Agnese, poi santa Cecilia, san Tarcisio, santa Caterina d'Alessandria, santa Barbara. A quest'ultima rappresentazione assistettero gli operai della miniera di Montecatini. Feci pure alcune recite sul Vangelo: il cieco nato; il ricco Epulone; la resurrezione di Lazzaro. In ultimo, il primo martire, santo Stefano. Le altre recite, san Pietro, san Paolo, Mose', le rappresentammo in un vasto locale della Casa Sollievo. Oramai il salone del terz'Ordine non bastava a contenere tanta gente. Il ricavato delle recite era a pro dell'opera del Padre. In Clinica tutti mi aiutavano. Olga Iezzi ci preparo' lo sfondo di tutte le scene. Gli attori erano molti. Una trentina e piu'. Il Padre sedeva in prima fila, protetto da due file di confratelli. Era appoggiato a un inginocchiatoio, aveva in mano la corona negli intermezzi. Seguiva con attenzione e partecipava a tutte le scene. Quando san Pietro celebrava nelle catacombe, il Padre piangeva e, assieme ai primi cristiani, faceva pure lui il segno della croce." (Morcaldi, Cleonice, La mia vita, 179-81)

 

 

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