Mary Pyle, Maria l'Americana

 

 

Adelia Maria McAlpin Pyle nacque nella opulenza di una ricca famiglia americana, ricevendo un'educazione di assoluta  qualità.  Passò con Maria Montessori una dozzina d'anni della sua giovane vita in giro per il mondo, propagando uno speciale metodo educativo per bambini. Sempre alla ricerca di Dio, lo trovò attaverso Padre Pio, profondendo sui bisognosi la sua ricchezza, e arricchendosi alla scuola del sacrificio totale.

                                           

Prima introduciamo i nonni, i genitori e la vita in America, e poi l'incontro con Padre Pio, la vita a San Giovanni Rotondo vicino al convento, la morte e le testimonianze di quanti la conobbero e l'amarono. Mary Pyle, "Maria l'Americana" e' un dono speciale della grandezza di Dio per noi.

 

 

James Pyle, nonno paterno di Mary Pyle

Il nonno di Mary Pyle dalla parte del padre, James Pyle, nacque in Nova Scotia, in Canada, il 16 agosto 1823. Egli emigrò a New York City intorno al 1840. In New York egli fondo' una fabbrica di sapone. Egli fu il primo a usare nella pubblicità le lettere "OK" per indicare "tutto corretto". James Pyle brevetto' il suo sapone come "OK Soap" e mise la pubblicita' sul New York Times per la prima volta il 23 ottobre 1862.  La parola "Pearline" fu usata per indicare "polvere di sapone e materiale per lavare", e fu usata per la prima volta nall'agosto del 1877. La parola fu brevettata il 21 novembre 1889. Il brevetto "Pearline" fu rinnovato nel 1946 da Procter & Gamble Co., e poi da Hewitt Soap Company nel 1983. James Pyle mori' il 20 gennaio 1900 nella sua casa a 205 West 45a Strada in New York City. I suo due figli subentrarono nella compagnia. Ma uno dei due figli, William Scott Pyle  mori alla giovane eta' di 49 anni il 1 gennaio 1906. Fu cosi' che il padre di Mary Pyle, James Tolman Pyle, prese in mano da solo l'attivita' commerciale.

 

James Pyle

     Attestato del brevetto

      La sede della fabbrica di sapone

       Obituario di James Pyle nel New York Times del 21 gennaio 1900

 

 

 

 


David Hunter McAlpin, nonno materno di Mary Pyle

David McAlpin fu un importante industriale e proprietario di immobili. Egli ebbe gran successo nella produzione e vendita di tabacco sotto il marchio di "VIRGINIA LEAF". Nella citta' di New York egli costrui' il McAlpin Hotel, che a quel tempo era considerato "Il più grande albergo del mondo". Fu sposato tre volte, ed abbe dieci figli tutti la prima moglie Adelaide Rose. Sua figlia Adelaide fu la madre di Adelia, futura Mary Pyle. David Hunter McAlpin mori' a New York city l'8 febbraio 1901 colpito da ictus cerebrale dopo aver passato tutta la giornata nel suo ufficio.

  David Hunter McAlpin

      Pubblicita' del suo tabacco

L'albergo McAlpin, all'epoca, il piu' grande del mondo

      Obituario del New York Times del 9 febbraio 1901




David Hunter McAlpin ha una pagina su Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/David_Hunter_McAlpin

 

 


Il sapone a granuli "PEARLINE" di James Tolman Pyle


Nel 1907 James Tolman Pyle, figlio di James Pyle, e padre di Mary Pyle, costrui' una nuova fabbrica per il sapone granulare PEARLINE nella parte del New Jersey del fiume Hudson, di fronte alla 98ma strada di New York. Quattro grandi fabbricati connessi da cavalcavia, su una superficie di quattro ettari. Gli avvisi pubblicitari dimostrano la confidenza del padre di Mary nel futuro della compagnia. "La capacita' produttivo aumentata 10 volte". Una grande quantita' di avvisi pubblicitari fu inerita sui giornali, sui muri, e dovunque possibile. Eccone alcuni esempi.

La nuova fabbrica

Questo e i seguenti sono avvisi pubblicitari per il sapone granulare PEARLINE, di James Pyle

                                                                      

 

 

 

 

Matrimonio dei genitori di Mary Pyle

I genitori di Mary Pyle, James Tolman Pyle e  Frances Adelaide McAlpin si sposarono il 12 febbraio 1884, a 673 Fifth Avenue, in Manhattan, New York, nella casa del padre della sposa David Hunter McAlpin. Adelaide era l'unica figlia femmina di dieci figli. Era nata nel 1860.

 

Annuncio del matrimonio a pagina 5, del New York Daily Tribune, del 13 febbraio 1884

 

  Nel 1986 David H. McAlpin regalò agli sposi un pezzo di terreno confinante con la sua villa Glen Alpine. I Pyle costruirono su quel terreno la loro villa e la chiamarono "Hurstmont".  Immagine di Google con le due ville adiacenti.

 

 

Villa in campagna

La famiglia Pyle aveva una grande villa nel paese di Morristown, nel New Jersey. La casa fu costruita su un pezzo di terra  di 1500 metri quadrati adiacente alla villa dei genitori della sposa Adelaide McAlpin. La casa aveva 33 stanze spaziose, 9 bagni completi, e un ascensore. La villa fu disegnata dall'architetto Stanford White, del famoso studio di architettura in New York di "Mc. Mead and White". I giardini furono disegnati dall'architetto D. W. Langton, membro fondatore dell "American Landscapers Association". Questa villa straordinaria ebbe l'onore della copertina del giugno 1907 del mensile illustrato "AMERICAN HOMES AND GARDENS", con un ampio servizio di molte pagine all'interno. La villa fu anche raffigurata su una cartolina postale illustrata. La villa fu chiamata "Hurstmont".

  L'esterno della villa chiamata "Hurstmont"

L'architetto Sanford White, alla destra nella foto
                  I giardini

La copertina della rivista, con la casa della famiglia di Mary Pyle

                 

Pagine interne della rivista specializzata "AMERICAN HOMES AND GARDENS", giugno 1907, con tante foto della villa.

 

  La villa presentata su una cartolina postale illustrata.




http://frommainetokentucky.blogspot.com/2012/10/almost-wordless-wednesday-hurstmont.html

http://frommainetokentucky.blogspot.com/2013/07/hurstmont-update.html

http://newjerseyhills.com/observer-tribune/news/grand-harding-estate-falling-to-vandals/article_7f2072de-ecf5-11df-8670-001cc4c002e0.html




 

 

 

Necrologio per James Tolman Pyle, padre di Mary Pyle



    Annuncio della morte di James Tolman Pyle, sul New York Times, a pagina 9 del 9 febbraio 1912

James Pyle cade morto

L'industriale e' colpito nella sua fabbrica a Shady Side

James Pyle, a capo della Pyle Pearline Company, la cui fabbrica si trova a Shady Side, sullo Hudson, mori' all'improvviso nell'ufficio della fabbrica alle 11 del mattino di ieri.
Il signor Pyle aveva 53 anni. Egli era un figlio del fondatore della fabbrica Pearline, fondata circa cinquant'anni fa. Egli abitava a 673 Fifth Avenue, e si recava alla sua fabbrica ogni giorno. Stava seduto alla sua scrivaniva quando cadde in avanti. Il dr. George Roe Lockwood ha detto che il signor Pyle soffriva di una malattia cardiaca.


  Dal New York Times dell'11 febbraio 1912

 PYLE All'improvviso, l'8 febbraio 1912, James Tolman, amato sposo di Adelaide McAlpin Pyle, di 57 anni. Il funerale si svolgera' alla Brick Church, 5th Ave e 37th strada, lunedi' mattina alle 10.

PILE I Veterani del Settimo Reggimento N.G.N.Y   guardia nazionale, . I membri sono richiesti di attendere il funerale di James Tolman Py,e (Nona Compagnia), alla Brick Church, 5th Ave e 37th strada, lunedi' mattina alle dieci. Thomas Dimond, presidente.



        Dal New York Herald 9 febbraio 1912, pag. 7, colonna 4:

Il signor James T. Pyle muore alla sua scrivania.

Il capo della compagnia Pearline colpito da attacco cardiaco mentre dettava una lettera

Il signor James Tolman Pyle, presidente della James Pyle e figli Pearline Company, cadde morto alla sua scrivania nella fabbrica della Compagnia a Edgewater N. J. ieri mattina. Egli stava dettando una lettera alla sua stenografa quando un attacco di cuore causo' la sua morte improvvisa. Quando il signor Pyle non continuo' con la sua dettatura , la stenografa guardo' su sott'occhi, e vedendo che il signor Pyle era caduto in avanti sulla sua scrivania, penso' che fosse svenuto. Essa corse per chiamare il pronto soccorso e un medico che venne disse che il signor Pyle era morto. Domani sarebbe stato il 57° compleanno del signor Pyle, ed era stata l'intenzione della famiglia di avere un party per lui alla sua casa N0 673 Fifth Avenue, Manhattan. Secondo uno dei figli del signor Pyle egli era stato malato per qualche tempo, ma non aveva voluto rinunciare alla sua attivita' commerciale e ando' nella fabbrica del New Jersey ieri mattina all'ora solita.
Il signor Pyle era nato in New York City ed era figlio del signor James Pyle, il fondatore della compagnia Pearline. Egli fu educato nelle scuole pubbliche di New York , e da giovane entro' come impiegato del padre nella fabbrica Pearline. Dopo la morte di suo padre, il signor Pyle divenne il capo della compagnia, che in seguito divenne incorporata.
Il signor Pyle era membro del Museum of Art, the American Society Service, the New York Zoological Society, the People's Institute, e The American Museum of Natural History. Egli era anche membro del Metropolitan, Grolier, Riding, Lawyers, Morristown, Morris County Golf e Nassau Club.

http://frommainetokentucky.blogspot.com/2014/06/sundays-obituary-james-tolman-pyle-1912.html

 

 

Mary Pyle. Certificati di nascita e di battesimo


Stato di Nerw York   certificato # 11572

CERTIFICATO DI NASCITA

1 Nome del bambino ......

2 Sesso: femminile, Razza: bianca, data di nascita: 17 aprile 1888

3  Luogo di nascita: 215 West  45th St.

4 Nome del padre: James Tolman Pyle

5 Nome completo della madre: F. Adelaide Pyle

6 Nome della madre da signorina: F. Adelaide Alpine

7 Stato di Nascita: New York

8 Stato di nascita del padre: New York   eta': 33 anni   occupazione: manifatturiero

9 Numero di figli  della madre: 3    di cui vivi: tutti

10 Indirizzo del medico che ha assistito al parto: firma: Edwin F. Warden, MD;   indirizzo: 33 West 36th Street

Certificato di nascita di Mary Pyle. Al momento che fu dichiarata in comune in New York i genitori non le avevano dato ancora un nome. Manca la data di quando il certificato fu scritto.




Certificato di Battesimo di Mary Pyle
The Brick Presbiterian Church of New York

Io sottoscritto certifico
che:  Adelia McAlpin Pyle
una: figlia di James Tolman Pyle
e sua moglie: Frances Adelaide McAlpin
nata il: 17 aprile 1888
a: 215 West 45th Street, New York, NY, 10036
ricevette il Battesimo Cristiano alla: Chiesa del Covenant (fusa con la Brick Presbiterian Church nel 1894)
il giorno: 15 settembre 1888
da James Hall McIlvaine


Certificato di Battesimo di Mary Pyle


La chiesa dove Adelia fu battezzata


I due certificati sono stati procurati da Pauline Marie Salmon.



          La famiglia Pyle abitava in una casa in città, a 673 Fifth Avenue, in New York City.
A quell'indirizzo 673 Fifth Avenue oggi c'è un palazzo con sotto Fendi e altri negozi. Di fronte, dall'altra parte della strada c'e' la chiesa episcopale di San Thomas.

 

 

Educazione


Adelia frequentò le scuole private esclusive Chapin School in Princeton, New Jersey, e Masters School in Dobbs Ferry, New York. (Gaudiose, Mary's house, 37)

 

  Chapin Masters          Le scuole private Chapin e Masters sono ancora in funzione a tutt'oggi.

 

Quando i suoi genitori reputavano bene che per lei era tempo d'imparare una lingua straniera, una  insegnante privata di quella lingua veniva assunta e conviveva nella stessa casa con la famiglia; cosi' si parlava solamente quella lingua che lei stava studiando, fin quando potesse parlarla correttamente. Così essa imparò italiano, francese, tedesco, spagnolo. Inoltre essa studiava inglese e latino a scuola. Coltivò con profitto anche la musica, la danza, il canto, la pedagogia.  ( Da giovane Adelia insieme con la sua famiglia frequentava la migliore societa' di New York e partecipava ai balli di classe negli ambienti distinti. Un'altra passione, cui l'avevano avviata i suoi, era il cavalcare, e cavalcava bene. Ma una volta per la fretta ebbe un incidente, si fece male, e d'allora abbandono' queste passeggiate da cavallerizza. Quando in seguito soffrira' dolori ai piedi, dira' sempre, come riporta Carmela Marocchino: "Questo e' in riparazione di tutti i balli che facevo." (Massa, Una creatura meravigliosa, 9-10)

 

Giovane fanciulla ebbe anche lei, come qualche rara volta confidera' a qualche intime amica, in questo episodio a Tonina Teglia, il suo sboccio di affetto e la sua simpatia verso un giovane di nobili sentimenti e tratto aristocratico. Il giovane avrebbe voluto formare con lei una famiglia. I suoi ne erano ben contenti. Un giorno Adelia, stava sola nella casa di campagna, e senti' bussare il campanello. Si affaccio' dalla veranda e vide quel giovane. Con un sorriso sulle labbra gli disse che era sola in casa. Il giovane, da vero cavaliere disse: Oh! Scusatemi! Arrivederci!" E se ne ando'. Se ne ando' per sempre. (Massa, 11)

 

Mary riferiva a Dorothy Gaudiose che quando lei era ancora ragazza, la sua famiglia era invitata a trattenimenti  sociali nella casa del presidente degli Stati Uniti, Calvin Coolidge. (Massa 10)

 


 

 

Danza da Sherry per le signorine Pyle

Il Signor e la Signora James Tolman Pyle fanno una Festa per le loro due figlie.

Il signor a la signora James Tolman Pyle diedere una festa danzante ieri sera da Sherry per la loro figlia debuttante signorina Sarah McAlpin Pyle, e anche per la loro figlia piu' grande, signorina Adelia McAlpin Pyle.

La festa danzante inizio' di buon'ora, essendo gli ospiti stati invitati per le 9 in punto. La signora Pyle e le signorine Pyle, aiutati dalla signorina Dorothy Merle - Smith, la fidanzata di David H. McAlpin Pyle, ricevevano gli invitati all'ingresso della sala da ballo piccola, dove la danza, che fu generale, ebbe luogo.

A mezzanotte le danze furono interrotte e la cena fu servita a piccoli tavoli nelle stanze adiacenti.

      
Il New York Times riporta un articolo sulla festa per le signorine Pyle, il 16 dicembre 1910
http://www.newspapers.com/newspage/25984739/


Adelia, la futura Mary Pyle


Gli invitati, piu' di trecento, includevano la maggior parte delle debuttanti per la stagione in corso, incluse le signorine Agnes Le Roy Edgar, Dorothy Dennis, Rosalie Coe, Marjorie Dodd, Mary Chapman Edgar, Anita Merle - Smith, Caro Brown, Aileen Osborn, Susa Colgate, Joanna Auerbach, Harriet Ferry, Alice Damrosch, Katharine Shaw, Dorothea Van Dyck, Julia Dick, and Lilla Gilbert. Inoltre, le signorine Julia Newbold, Agnes e Edith Landon, Oilda de Apezteguia, Eleanor Hastings, Rosetta Ford, Emily Coe, Dorothy Potter, Ethel Roosevelt, Jean Roosevelt, Josephine Osborn, Beatrice Flagg, Ruth Welsh, Elinor Lee, Nina Chrisholm, Pamela Poor, Catherine Hamersley, Hilah French, Mildred Poor, e Clara Fargo.

Anche Frederick Frelinghysen, Richard Lounsbury, Jr., Alfred Macy, John Whitney, Gerge Greer, Jr., Coster Wilmerding, Courtlandt Dixon, Seymour Johnson, Malcom Sloane, Walter P. Anderton, Van Santvoord Merle - Smith, Reginald Waterbury, Frederic de Rham, Alfred Greeougn, Alfred Ely, Jr., F. W. Kobbe', William Dick, Walbridge Taft, David MdAlpine Pyle, J.G. Hoffstot, Tartius Van Dyke, Charles Dana, Allen Fox, Latham Read, John R. Suydam, Oliver Wagstaff, Harrison Tweed, Montague Greer, Jr., Musgrave Hyde, Orson Munn, G. J. S. White, e Rutheford Lawrence.

   Menu, la sala da pranzo e la  sala da ballo di Sherry. Sherry era a quel tempo il piu' grande, piu' elegante e piu' costoso ristorante in New York. Di proprieta' di Louis Sherry, era situato nell'hotel Netherland, affiliato con il Waldorf - Astoria.


 

 

Montessori

Durante gli anni della sua adolescenza Adelia fu spesso portata in Europa. In una occasione essa incontro' ed ascolto' la celebre pedagogista italiana Maria Montessori, ideatrice di un metodo nuovo per l'educazione dell'infanzia. Nel 1912 e 1913 Adelia risiedette a Roma, convivendo con la Montessori. Poi torno' negli stati Uniti. Piu' tardi Montessori ando' a New York, s'incontro' con Adelia, e le chiese se volesse andare con lei a lavorare come interprete. Adelia disse di si'. Cosi' da ammiratrice divenne compagna fedele e inseparabile di Montessori. Fecere insieme dieci anni di peregrinazioni in diversi paesi dell'Europa e del mondo. Questi viaggi aiutarono Adelia a vedere da vicino la religione cattolica. Nelle ore libere frequentava il santuario di Monserrat. Si fece istruire nella religione cattolica dai Gesuiti, e nell'anno 1913, all'eta' di 25 divenne Cattolica, fu battezzata "sub conditione" da un frate cappuccino, e ricevette il nome di "Maria."  (Massa, 11-5)

La madre e i fratelli e gli altri parenti rimasero addolorati e ne soffrirono molto, e la considerarono come se fosse morta. L'unica a goderne fu la cognata cattolica Zene, essendo tutti gli altri protestanti (Teglia) (Massa, 15) Maria disse a Carmela Marocchino: "Quando fece la divisione dei beni escluse me come se io non fossi sua figlia. I miei fratelli si dispiacevano, e volevano che la mamma desse anche a me. I fratelli allora si misero d'accordo tra di loro, e ognuno di essi rinunzio' a un tanto, e insieme dettero anche a me la stessa quota, da cui proviene quella somma di denaro che mi giunge ogni mese. (Massa, 16)

Nell'anno 1916, in data 21 settembre, ella riceve il sacramento della confermazione dalle mani di Mons. Sebastiano Leite De Vasconcellos, Vescovo di Beja, in Portogallo. (Massa, 16)

"Quando io ero a Londra, tra il 1919 e il 1921, trovai un piccolo libro del Padre Chaussade, "Abbandono alla volonta' di Dio", che mi piaceva assai. Erano due volumi. Cosi' mi disse: "Perche' non potrei avere anch'io un direttore spirituale come il Padre Chaussade? E cominciai a dire la novena alla Madonna di Pompei. (18)

 

  Maria Montessori

 

  La scuola Montessori di San Francisco, alla Panama Pacific Expositione del 1915. Nella foto Adelia Pyle  sta in piedi a destra, con alla sinistra Helen Parkhurst, Maria Montessori e suo figlio Mario.

 

 

        La cattedrale di Monserrat, in Barcelona, Spagna, dove Adelia Pile fu preparata al battesimo cattolico.

 

 

      Gli scritti del Chaussade da cui Adelia capi' l'importanza di un direttore spirituale.

 

L'attestato del vescovo Vasconcellos che Maria ricevette da lui il sacramento della Cresima.

 

 
Il quadro della Madonna di Pompei.

 

 

 

 

Passaporto

Nel 1918 mentre lavorava per Maria Montessori in Los Angeles Adelia Pyle fece l'applicazione per ottenere il passaporto. Nel 1918 la seconda guerra mondiale era ancora nel pieno, e c'erano molte restrizioni per gli americani di ottenere il permesso di andare in Italia. La domanda compilata conferma la data di nascita e il nome dei suoi genitori.
La seconda pagina indica che Adelia ha trent'anni, alta 5'4" (5 piedi e 4 pollici; un metro e 62 centimetri); fronte alta, occhi grigio marroni, naso piccolo appuntito, bocca diritta, mascella quadrata, carnagione medio chiara, e faccia rotonda.
Quando fece l'applicazione per il passaporto la signorina Adelia Pyle abitava a 21404 Highland Avenue, in Los Angeles. Adelia allego' una lettera per il Segretario di Stato, con data 4 febbraio 1918, affermando che lei voleva accompagnare Maria Montessori in visita a Francia, Spagna e Italia, per aiutarla nel suo lavoro nel "War Children Relief: (Aiuto ai figli della guerra). La stessa Maria Montessori scrisse una lettera con la stessa data del 4 febbraio, dichiarando che Adelia McAlpin Pyle era stata "assai intimamente" associata con lei per i tre anni passati, e che " mi e' indispensabile".
Edgar L. Ewett, direttore del San Diego Museum, anche lui scrisse una lettera di raccomandazione. dicendo che "io posso garantire per l'assoluta necessita' di Adelia Pyle per il lavoro intorno al mondo del dr. Maria Montessori.

Il passaporto fu finalmente concesso e cosi' Maria Montessori e Adelia Pyle lasciarono gli Stati Uniti nel febbraio del 1918. Dopo un lungo giro in Europa arrivarono a Napoli nel novembre del 1922. Le ultime righe del documento mostrano che il 3 febbraio 1925 Adelia si trovava nella sede del Consolato Americano in Napoli per il giuramento di fedelta' agli Stati Uniti d'America (Oath of Allegiance).

                Le pagine dell'applicazione per il passaporto, con il questionario riempito e le lettere di raccomandazione.

http://frommainetokentucky.blogspot.com/2012/06/great-aunt-adelia.html

 

 

Incontro con Padre Pio

"Era l'anno 1923. Avevo sentito parlare di Padre Pio, ma non volevo andare per pura curiosita'. Una cara mia amica, Rina Caterinici d'Ergin, rumena e di religione ortodossa, desiderava conoscere Padre Pio per sapere se era o no volonta' di Dio che lei si facesse cattolica. Rina e io partimmo da Capri, ove io passavo l'estate con la dottoressa Montessori, il 2 ottobre 1923. Capri, una notte a Napoli, poi Napoli - Foggia col treno, e poi Foggia - San Giovanni Rotondo con l'autobus. (19).

Il 4 ottobre seguente Maria Pyle incontro' Padre Pio. Maria contava 35 anni. "Ci guardammo soltanto, poi io caddi in ginocchio e dissi: "Padre!" Sul mio capo si poso' la mano stigmatizzata del Padre, che mi disse: "Figlia mia, non andare piu' in giro. Fermati qui." (Padre Emilio D'Amato) (Massa, 20)

Maria rientro' a Capri e accompagno' Montessori a Londra e ad Amsterdam. Un giorno Maria convinse la Montessori ad accompagnarla da Padre Pio. Ambedue incontrarono Padre Pio dopo le funzioni del pomeriggio. Maria gli disse che pensava di rimanere a San Giovanni Rotondo.  Padre Pio le disse semplicemente: "Obbedisci a tua madre." Maria si rivolse alla Montessori come per chiedere la sua approvazione. Montessori disse: "Se questo e' cio' che vuoi che cosa posso dire io?" Maria prese alloggio in paese, lontano dal convento circa tre chilometri, presso una modesta locanda condotta dalla famiglia Vinciguerra. Tutti i giorni saliva a piedi al convento per ascoltare la Messa di Padre Pio (Massa, 21)

 

Padre Pio all'epoca 

 

    

Sacrifici

Nina Campanile: "Avanzata negli anni, salendo lentamente l'erta viottola che dalla casa portava alla chiesa mi diceva di fare volentieri quella dura salita pensando a Gesu' che saliva il Calvario." (Massa, 213)

Tonina Teglia: "Una volta , che c'erano vento e pioggia in abbondanza le si fece osservare che con tutta quell'acqua lei non doveva andare alla chiesa, perche' poteva capitare qualcosa di male, ella riprese allegra e con il suo abituale umorismo: "Ecche'! Mica sono di zucchero che mi squaglio." (Massa, 84)

Maria Pyle

Olmo

 Pietro Cugino: "Maria Pyle per recarsi alla chiesa di Padre Pio al convento faceva sempre a piedi la lunga e disagevole strada dal paese al convento, e viceversa, con ogni tempo e con ogni vento. Io da piccolo andavo sempre al convento, facevo dei piccoli servizi ed essi mi davano da mangiare.

A mezzogiorno anche lei, come le altre pie donne devote di Padre Pio, si metteva a sedere sul gradino circolare davanti al convento, sotto l'olmo, per non scendere e salire nuovamente subito nel primo pomeriggio; e là con umiltà e disinvoltura di pellegrina, consumava la sua colazione a sacco.

Quando mi vedeve, mi chiamava e mi dava parte del suo cibo. (Massa, 22)


        Pietro Cugino in eta' matura

Generosa con Cusenza

Pietro Cugino: "Stando li' sotto l'olmo ad attendere la riapertura pomeridiana della chiesa, mi insegnava tante belle cose di religione. Con me veniva un altro ragazzo, un tale Cusenza, proveniente anch'egli da famiglia povera, e la madre non aveva possibilita'; e a tutto, preparazione, vestito nuovo, festicciuola per la prima Comunione, provvedeva la signorina." (Massa 22-24)

 

Generosa con fra' Leone

 

Massa: "La casa, che ella si e' fatta costruire poco lontano dal convento, al difuori ha l'aspetto di un piccolo castello, particolarmente per la presenza di torri merlate e di finestre bifore." (Massa 28)

 

Stando nella nuova casa, Mary vedeva ogni giorno un pastorello che pascolava il suo gragge vicino alla casa. In estate Mary faceva le prove di canto con le ragazze della schola cantorum con le finestre aperte. Il pastorello si metteva vicino alla finestra, sentiva quello che veniva cantato, lo imparava e poi lo cantava alle sue pecore. Un giorno il suo canto attiro' l'attenzione di Mary in modo particolare, e lei lo invito' in casa. Le disse il suo nome "Leone Mangiacotti"; disse che non sapeva ne' leggere ne' scrivere, e che non era mai andato a scuola. Mary chiese se aveva mai pensato di diventare un frate laico cappuccino. Il ragazzo: "Come potrebbe essere possibile? Mia madre non ha i soldi per mandarmi." Mary gli disse : "A questo ci penso io." Gli pago' gli studi, e Leone imparo' a leggere e a scrivere, ed entro' nel convento cappuccino di Salerno. Leone divenne un coraggioso frate laico cappuccino e per molti anni fu nelle missioni in Africa." (Gaudiose, Mary's house, 57-8)

 

Quadro di Maria Pyle, del pittore Musio, nel refettorio del convento Immacolata dei cappuccini a Foggia

 

Poverta'

Gaudiose: "Dopo aver abbracciato questa nuova forma di vita, decise di vendere tutti i suoi preziosi gioielli, e devolvere il denaro alle opere caritative di Padre Pio. Scrisse a Montessori e le chiese di spedirli per posta. La Montessori reputando i gioielli troppo preziosi per poterli affidare alle poste, li presento' ai padri cappuccini di Roma, chiedendo di farglieli recapitare. Essi le dissero: "Noi non crediamo a tutta questa devozione verso Padre Pio, noi non ci sentiamo di poter accettare queste cose." Ma alla fine accettarono i gioielli e li misero a una statua della Madonna in Roma". (Massa, 26)

Maria Pennisi: "Quando Maria venne da Padre Pio , aveva ancora gioielli, e le era stato detto di disfarsene. E lo fece effettivamente. Le era rimasto solo un orologio, ovviamente per contare le ore. L'orologio era d'oro, assai prezioso, ed era contornato di brillanti. Un giorno Padre Pio aveva notato quell'oggetto in sacrestia e le aveva detto: "Anche l'orologio d'oro con i brillanti, eh!" Uscita di chiesa, Maria ando' dietro il muro di cinta del convento, si spunto' l'orologio e con una pietra lo pesto' e lo getto' in un canto contro il muro. Poi ne raccolse i frantumi e li presento' a Padre Pio." (Massa, 28) 

Pietrelcina: convento e chiesa dei cappuccini

 Padre Anacleto Miscio: "Alcuni cittadini di Pietrelcina chiedono a Maria se voglia costruire nel loro paese un convento per i cappuccini. Maria chiese a Padre Pio: Padre, posso costruire un convento a Pietrelcina?" Padre Pio: "Si', e fa' presto, e che sia dedicato alla sacra Famiglia." (Massa, 30)

I lavori per il convento di Pietrelcina iniziarono nel 1926, sul posto indicato dall'arciprete Pannullo, che ricordo' dove si era svolto l'episodio dei suoni, angeli, e incenso, quando Padre Pio aveva predetto anni prima che in quel posto in Via Gregaria sarebbe sorto un convento cappuccino.
Le prime pietre del nuovo edificio furono portate sul posto dagli entusiasti abitanti di Pietrelcina, prese da una fatiscente cappella in disuso, la chiesa del Purgatorio. Tutte le pietre della vecchia chiesa furono trasportate in salita, sul nuovo posto, in un solo giorno, sulla testa e sulle spalle dei Pucinari. Anche le donne portarono sulla testa delle pietre che pesavano fino a quaranta chili. Anche l'anziano arciprete Pannullo fu visto portare pietre sulle sue spalle. Alla fine della giornata il cumulo delle pietre era alto diversi metri. All'imbrunire un'immensa croce fu vista alzarsi al disopra delle pietre, ed apparve sopra Pietrelcina, visibile per circa mezz'ora. I lavori per la vicina chiesa cominciarono nel 1928. Mary Pyle risiedette in Pietrelcina durante la costruzione. I frati presero possesso del convento solo nell'aprile del 1947 a causa di tante difficolta' burocratiche.  (Rega, Padre Pio, 92)

Via Gregaria

    Il convento e la chiesa com'erano

                  

Il convento e la chiesa oggi

Ritratto dipinto nella sacrestia della chiesa


  Busto nel convento

 
Vetrata fatta a Vietri, vicino ad Amalfi, con Mary Pyle che dono la chiesa a Padre Pio.


Pacchi dono per i frati

Padre Gabriele Bove: "Ricordo particolare e' il pacco-dono che ella soleva inviare nelle ricorrenze piu' solenni dell'anno a ciascun religioso della nostra comunita', come fa una mamma ai suoi figli, e ripeteva: "E' un dovere per me provvedere ai frati cha hanno cura del mio padre spirituale, il quale sostiene l'anima mia nel cammino della perfezione. Era la prima volta che io udivo da una terziaria francescana la parola "perfezione"." (Massa, 78) 

Mary Pyle con due frati sulla soglia della sua casa

Ereditiera

 Rina Santovito: "Una delle nostre sorelle terziarie, coabitante con lei, tale Annita, che l'accompagno' a New York per una eredita' lasciata a lei da una zia, di fronte a tali ricchezze in ville e tenute ci rimase male per la rinunzia fatta da Maria, che si era ridotta povera del tutto per seguire le orme del Padre Serafico e del suo santo direttore spirituale Padre Pio. (Massa, 83)

Il convento non e' per te

Padre Anacleto Miscio: "Maria un giorno chiese a Padre Pio di volersi rendere religiosa in qualche Istituto francescano. E il Padre: "Il convento non e' per te! Iscriviti al Terz'Ordine Francescano."  (Massa, 25)

 

 

24 agosto 1924: Abito del Terz'Ordine Francescano

"Ripetendo parola per parola appresso a lui ho fatto la domanda di essere accettata nel Terz'Ordine e lui mi ha messo l'abitino e mi ha fatto mettere il cingolo e poi in sacrestia mi ha scritto nel libretto della Regola, dandomi il nome che ho scelto di Pia. (Massa, 208)

L'Abito della penitenza le viene imposto dall stesso Padre Pio il giorno 24 agosto 1924. Un anno dopo, terminato il noviziato, il giorno 6 settembre 1925 e' ricevuta dallo stesso Padre Pio alla santa 'professione'. Il nome assunto nel terz'ordine e' Suor Pia." (Massa, 25)

 

Decide quindi di consacrarsi totalmente al Signore con voto di castita' perfetta e perpetua. E sull'esempio di San Francesco, si spoglia delle sue ricche vesti secolari e indossa il ruvido saio francescano, con il cingolo ai lombi e semplici sandali ai piedi. Maria disse: "Io ho adottato il saio francescano, e cosi' ho tagliato definitivamente i ponti tra me e il mondo." (Massa, 25-6)

 
 
 
 

 

Attestato di ammissione al terz'ordine, firmato da Padre Pio

 

 

Padre Pio all'epoca

 

 

Prese tanti appunti

Ella vuol tramandare ai posteri anche le notizie delle numerose grazie che il Signore concede per sua intercessione. Due fitti quaderni scritti in inglese, e, qualche volta, in francese, ci fanno conoscere quanto Maria Pyle aveve potuto raccogliere a riguardo. La principale fonte di informazione e' costituita dai fedeli che, sul piazzale di Santa Maria delle Grazie o nella sua casa, le facevano timide, candide e sincere confidenze. Ella crede a tutto quello che le viene narrato: crede con una fede semplice, dettata dall'amore. (Massa, 202-3)

Mary scrisse in italiano un quaderno intitolato: "Parole dette da Padre Pio". (Gaudiose, Mary's house, 64)

 

 

Perenne sorriso

Nina Campanile : Maria Pyle aveva "un sorriso perenne negli occhi e sulle labbra." "Interiormente doveva godere di una perenne gioia divina." (Massa, 213)
Irma Sbisa': "Illuminava la mia tristezza col suo travolgente sorriso." (Massa, 213)

Maria con una famiglia sul sagrato della chiesa

 

 

 

Padre Pio sapeva piu' di Maria

Maria: "Un giorno dissi a Padre Pio: "Padre, mi pare che oggi mia madre deve stare a Firenze." Padre Pio: "No, sta in Umbria." Pochi giorni dopo ricevetti una lettera di mia madre dove mi disse: "Ringrazia Padre Pio per la visita che mi ha fatto mentre stavo a letto malata in Perugia. Non l'ho visto con gli occhi, ma ho sentito la sua presenza vicino al mio letto." (Massa, 204)

 

Spirito missionario

Mary organizzava nella sua casa un laboratorio a beneficio delle missioni estere cappuccine. Le ragazze preparavano tovaglie per l'altare, camici, amitti, e gli altri arredi di lino per l'altare. Gli oggetti o venivano mandati direttamente alle missioni, o erano venduti all'asta, e il ricavato mandato ai missionari.

Ragazze del laboratorio

 

 

Schola Cantorum

Rina Santovito: "Maria mi diceva che in casa sua, in America, teneva a disposizione tre pianoforti da concerto, e che lei non aveva voluto studiare tale strumento, ma solo il canto, avendo una bella voce. Aveva acquistato un harmonium e quasi pentita di non aver imparato a tempo, si era messa d'impegno a studiare tale strumento, tanto da formare e dirigere un "schola cantorum" per tutto il servizio liturgico della chiesa. Con la venuta, poi, a San Giovanni Rotondo, della signorina Elena Bandini, che suonava discretamente, lei fu sostituita ed accetto' in silenzio tale prova, e da maestra passò ad alunna. Ammalatasi la Bandini, Maria riprese con semplicita' a suonare nelle funzioni giornaliere. (Massa, 83)

     Le bambine e le ragazze della schola cantorum.


 La schola cantorum che fu formata in casa Pyle, insieme al Maestro Federico Caudana, quando questi si reco' a San Giovanni Rotondo a dirigere personalmente la esecuzione della messa "Paz et Bonum" da lui stesso appositamente composta per la inaugurazione della "Casa Sollievo dellla Sofferenza". Al centro, seduto tra Maria Pyle ed Elena Bandini, il maestro Caudana. (Massa, 85)

 

Veglia e flagellazione

Tonina Teglia: "Tutti i giovedi', nella notte tra il giovedi' e il venerdi', faceva la veglia notturna per l'Ora Santa, in unione con Gesu' agonizzante nell'Orto. Si alzava a mezzanotte e con lei quelli che, in casa, volevano partecipare spontaneamente e liberamente. Un'ora di veglia o in sala al piano terreno, oppure nella camera sua. Anche la "disciplina" o flagellazione, come usavano i frati cappuccini, ella se la faceva in camera sua nei giorni di lunedi', mercoledi' e venerdi'. (Mass, 86)
 
 

 

 

Mamma dei malati

"Io, Tonina Teglia, vissi sedici anni nella casa di Mary Pyle. Ero a letto, gravemente ammalata di tubercolosi, e lei mi ha sempre assistita in tutto. Quando io guarii perfettamente mi recai da Padre Pio che mi disse: "Ecco, io stesso ti ho salvata! Tu dovevi morire. Io ti ho salvata!'  (Massa, 87)

Fra' Giovanni Sammarone: "Nel 1950, verso la seconda meta' di settembre caddi gravemente ammalato, un male allora difficile a curare e impossibile a guarire. Il dr. Sanguinetti mi disse che avrei fatto bene a dispormi ad una imminente morte, "eccetto che intervenga il dito di Dio." Io non mi nutrivo quasi piu' e il povero cuoco del convento non aveva tempo per prepararmi qualcosa di speciale. Allora ci penso' la cara signorina Maria Pyle. Dai primi del mese di ottobre fino a tutto il mese di gennaio 1951, ogni giorno mandava in convento, per me, minestrine adatte e delicate, che mangiandone, io potessi ristabilirmi un poco, come in effetti avvenne. E mi ristabilii. Il merito va senza dubbio alla carita' e alle premurose attenzioni della mai abbastanza compianta signorina Maria Pyle." (Massa, 81-82)
 
   Maria aiutava bambini malati

 

 

 

Adelaide, la mamma di Mary Pyle

 La madre di Maria, la signora Adelaide, era tenacemente legata alla sua religione protestante. Lei disse di fronte a Padre Pio: "Io mi lascerei bruciare viva per la mia religione!" Allora Padre Pio disse: "Lasciatela stare! Non turbate la sua pace." Un'altra volta, confidandosi con la figlia, disse: "Quanto vorrei potermi inginocchiare a quel confessionale! Ma io non so parlare l'italiano!" Padre Pio, quando venne a sapere questo, esclamo': "Oh! L'avesse fatto! Per la lingua ci avrei pensato io." (Massa, 90)

 

 

A scuola della Vittima Perfetta

Mary Pyle: "Tutto e' straordinario in questa scuola delle anime dove Padre Pio sta preparando una rete di anime per abbracciare il mondo." (Massa, 208)

Mary Pyle: "Che fortuna che noi ci siamo incontrati col Santo forse piu' grande dopo San Francesco." (27 agosto 1924) (Massa, 209)
    
Mary Pyle riceve la Comunione da Padre Pio

 

 

 

La casa di Mary Pyle

 

La casa di Mary era come un porto di mare, era aperta a tutti. 

I quaderni usati come libro degli ospiti portano gli autografi di piu' di tremila personaggi illustri che furono ospiti della sua casa.

Da vescovi a dipomatici a politici, attori e cantanti, nobili blasonati di famiglie reali, inquisitori del convento inviati dal Vaticano, giornalisti e scrittori, mangiarono alla sua tavola e riposarono sotto il suo tetto.

A fianco a loro a tavola sedevano poveracci raccolti per strada mentre allungavano la mano per chiedere l'elemosina, e umili popolani che non avevano un pezzo di pane, o una famiglia, o un tetto.

Nella casa di Mary Pyle le Beatitudini erano una ragione di vita quotidiana.

 
 
Veduta esterna della casa con giardino e orto degradante fino alla strada sottostante

                
  
Immagini della casa di Mary Pyle, esterno e interno.
La cassetta postale è quella originale di quando Maria era viva


   
A casa di Mary Pyle: Il conte Telfner, il padre, la cognata, la nipote di padre Pio; la sorella brigidina di Padre Pio



Zi' Orazio, il padre di Padre Pio abitò per gli ultimi anni della sua vita a casa di Maria Pyle.
Siccome egli non ce la faceva ad affrontare la salita a piedi fino alla chiesa, si serviva di un asinello per coprire la distanza.


           
La stanza dove in anni diversi morirono la Madre e il padre di Padre Pio



Padre Pio assiste suo Padre nelle ultime ore prima di morire, a casa di Maria Pyle

 

 

Mary Pyle al Confino politico a Pietrelcina dal 27 dicembre 1941 al al 6 ottobre 1943.

Durante la seconda guerra mondiale, quando l'America entro' in conflitto contro l'Italia, Mary Pyle fu internata a Pietrelcina dal 27 dicembre 1941 al al 6 ottobre 1943.

Tutto cominciò quando fu convocata a Roma presso il ministero degli Interni.

Padre Emilio da matrice la accompagno' come garante e parente.

A un certo punto il commissario chiese di fare a Maria Pyle la perquisizione di rito. A quel punto Mary si abbandonò nella poltrona come svenuta. Le fu sbottonato l'ampio mantello.

Sotto il cappotto Maria era vestita con cingolo, corona, e sul petto un grande Crocifisso di metallo su croce di legno.

Il commissario balbetto': "Mi sembra la Madonna Addolorata. Questa non e' una persona ordinaria, ma una vera religiosa!"

La perquisizione non fu fatta, e Maria, su suggerimento di Padre Emilio, fu mandata al confino politico a Pietrelcina nella casa paterna di Padre Pio. (Massa, 31)




Vita da povera

Maria Florio riportò: "Ricordando la vita aristocratica in cui era stata educata in America, Maria non soltanto non la rimpiangeva, ma si dichiarava felice di vivere la vita semplice della famiglia ordinaria, senza camerieri.

Io rimanevo stupita della sua adattabilità a farsi piccola con i piccoli,  popolana con i popolani, semplice con i semplici. (Massa,34-5)


Maria diceva a Caterina Florio: "Prima non ero capace neppure di accendere un fiammifero, tutto dovevano fare i camerieri e le cameriere, che erano complessivamente otto. Adesso sono più contenta. Io reputo quella vita una forma di schiavitù."  (Massa, 35)



Padre Pio sempre presente

Maria Annunziata Pennisi: "Una notte sognai Padre Pio che mi disse: "Perche' non vai a trovare la mia cara sorella Maria Americana?" La domenica mattina la incontrai sulle scale della chiesa madre e le raccontai il sogno. Essa piu' volte me lo fece ripetere; i suoi occhi si riempirono di lacrime e il suo volto si tinse ancora piu' vivacemente di rosa." (Massa, 36)



Babysitter per non perdere la Messa domenicale

Maria Florio: "Era ospitata in casa di Michele Forgione, fratello di Padre Pio. Vicino abitava una giovane donna, Pia Pannullo, con un bambino e il marito in prigione. Non poteva andare a messa a causa del bambino. Maria fece un patto con lei. Lei andava alla prima messa e al ritorno avrebbe tenuto a guardare lei stessa il bambino, e la mamma sarebbe andata alla seconda messa. Cosi' Pia pote' andare sempre alla messa nei giorni domenicali e festivi." (Massa,36-7)


Caterina Florio: "Quando a Pietrelcina arrivarono i soldati americani, il pomeriggio del 3 ottobre 1943, ella corse loro incontro. Abbracciava quei ragazzotti come una mamma. Era felice perche' era finalmente libera di poter tornare a San Giovanni Rotondo." (Massa,38)
 
 
 
Entrata alla casa del fratello di Padre Pio Michele, in Pietrelcina, dove Mary Pyle stette durante il confino. A quel tempo la casa era disabitata. Sul terrazzino di entrata sta Emanuele Brunatto. Seguono altre immagini, con la camera di Maria Pyle.

                    
Stanza occupata da Maria Pyle

 

 

Soldati americani e alleati ospiti al "Pink Castle" durante la seconda guerra mondiale.
 
Nel 1943-45 Molti soldati americani andarono a San Giovanni Rotondo per visitare Padre Pio. Tutti sapevano che dovevano guardarsi intorno e cercare il "Pink Castle", il castello rosa, la casa di Mary Pyle.

Maria era un'ospite particolarmente generosa, invitandoli a pranzo o per caffe' e dolce, a seconda dell'orario, facendoli sedere intorno alla lunga tavola del salone, che serviva da sala da pranzo, ma anche per riunioni.

 Joe De Sanctis, Bob Mohs, Joe Revelas, Ray Ewens, con il  15mo Army Air Force in Cerignola.

Eugene McMahon, Tony Afflitto, Carl Amato, Pete Mier del 463 Bomb Group.
Joe Haines, che era con il  416 Bomb Group. Robert Simmons, Ed Kearns and Rudy Tucci, che erano con il 99
mo Bomb Group.

Leo Fannings and Joe Astarita di stanza in Cerignola.

John McKenna, Joe Peluso, Ronald McMillan, Bob Coble, Joe Peterson e tanti altri.

Le loro storie possono essere lette nei libri di Frank Rega e Bernard Ruffin, e sul sito  web
padrepiodevotions.org di San Diego in California.

 

 

           

 
Casa aperta per tutti.

Tonina Teglia: "Durante il periodo della seconda guerra mondiale la sua casa era sempre aperta, anche ai militari, agli alleati americani ed altri.

Quelli che capitavano da lei, lei li invitava a pranzare con la piccola comunita' che era a casa sua. Inoltre tutte le domeniche questi militari salivano dagli accampamenti di Foggia in Gruppi di 20, 30, 50, per cui alle volte non c'erano posti a sedere per tutti incasa Pyle. Due di essi si sono fatti sacerdoti cappuccini in USA. Uno si chiamava Daniele, mi pare; l'altro prese il nome di Padre Clemente. (Massa, 87-8)

 

Soldatesse americane

 

Tonina Teglia: In casa di Maria Pyle oltre ai soldati, venivano anche le soldatesse americane e Maria le faceva incontrare con Padre Pio.

 

Ad una soldatessa indiana Padre Pio disse: "I tuoi occhi dicono la bontà della tua anima". Lei aveva la madre che era cattolica; il padre invece no.

 

Poi il padre si fece cattolico e dopo quattro anni morì. E Padre Pio le disse: "Il tuo papa' ha rubato il paradiso."

 

E questa soldatessa continuo' a venire molte volte." (Massa, 88)

 

 
            

       

Militari americani con Padre Pio e con Mary Pyle

 

 

"La sorgente della bontà" prepara le ostie per la Messa

Fra' Gerardo: Io ero cuoco e portinaio e dovevo anche preparare le ostie per le messe e comunioni.

Ero costretto a farle di notte, e durante il giorno mi sentivo sfinito. Il superiore mi vide in queste condizioni e subito venne in mio aiuto.

Il superiore si recò alla "sorgente della bontà" cioè alla casa di Maria Pyle e le spiegò la cosa, e domandò alla sua carità se fosse disposta a fare le ostie per la nostra chiesa.

Maria accetta con gioia e dice: "Io non posso avere un onore piu' grande che lavorare per Gesu' Sacramentato."

E cominciò subito, a casa sua, quel giorno stesso, fino alla morte. (Massa 116-7)

     
Fra Gerardo da Deliceto con Padre Pio


Fra Gerardo con piatti e pentole
 

 

 

 
 
Morte di Maria Pyle il 26 aprile 1968
 
Maria Pyle malata a casa, nella sua camera da letto, visitata da Charles Mandina, un amico dalla California.


Padre Pio aveva detto un giorno a Maria Pyle che lei sarebbe stata la prima a morire e che lui l'avrebbe seguita poco tempo dopo.

 Durante la settimana santa del 1968 le sue condizioni si aggravarono, e la mattina del suo 80mo compleanno, il 17 aprile, fu ammessa nell'ospedale di Padre Pio "Casa Sollievo della Sofferenza".

Inizialmente Mary aveva resistito all'idea di andare in ospedale, insistento che le voleva morire nella sua casa, nel suo letto duro. Ma quando seppe che Padre Pio era d'accordo col medico che le doveve essere ammessa in ospedale, fu d'accordo, a condizione che la sua infermiera personale fosse Maria Salvatori, una vecchia amica.

Quando stava per aggravarsi una frate chiese a Padre Pio se voleva visitarla. Ma lui era egli stesso in cattiva salute e disse: "Pregherò il Signore che l'accolga in Paradiso con i suoi angeli. Così lei finalmente può ascoltare melodie celesti senza dover suonare l'organo." (Rega, Padre Pio, 243-4)


Maria Salvatori, che non si staccava mai dal letto di Mary durante le ore notturne, vide che si stava aggravando e chiese aiuto.

Maria testimoniò: "Io aspettavo  con ansia la suora e il medico che avevo mandato a chiamare di tutta urgenza.

All'improvviso Mary spalancò le palpebre, strabuzzò gli occhi, reclinò il capo e tutto finì.

Mi attaccai al campanello. Svegliai tutti. Erano le ore 23.

Entrò un'infermiera e io le dissi di correre a chiamare Padre Innocenzo. Intanto entrarono la suora e il medico.  

Il dottore la guarda e mi dice: "Che mi avete chiamato a fare? E' morta!" Io risposi: "Certo che e' morta. Ma quando vi ho mandato a chiamare era viva, e parlava con me e con suor Angelina." Il dottore si allontanò.

Il viso di Maria, da cianotico, che era, divenne pallidissimo, le labbra pallidissime; gli occhi glieli chiudemmo; la bocca socchiusa.

Intanto io dissi a suor Angelina di chiamare il Padre Innocenzo per darle almeno l'estrema unzione. Ma Padre Innocenzo era già a letto, e finchè arrivo passarono una ventina di minuti.

Padre Innocenzo entra, e appena inizia le preghiere dell'estrema unzione il viso di Maria torna roseo, la sua bocca si apre, le labbra si coloriscono, gli occhi rimangono chiusi, non semiaperti. Io tocco il suo polso; ha ricominciato a battere. 

Assisto all'estrema Unzione talmente sconvolta da questo fatto nuovo, che io potrò giurare, anche in punto di morte, davanti a Dio, alla Madonna, a tutti, che ella era morta ed è ritornata viva per ricevere l'Estrema Unzione. (Massa, 43-4)


Padre Innocenzo da Campobasso, cappellano dell'ospedale Casa Sollievo, amministro' l'estrema unzione a Maria Pyle.


 
Maria sul letto di morte




Mary Pyle accompagnata al cimitero da una folla di persone. Padre Pio disse: "Adesso finalmente puo' ascoltare le melodie celestiali senza dover suonare l'organo. (Massa, 239)


Il funerale di Maria Pyle


Al suo funerale i fratini del seminario di Pietrelcina, in numero di 80, erano tutti presenti.

Sei padri cappuccini vollero portare a spalla la sua bara dalla casa fino alla chiesa del convento. 

Il superiore Padre Carmelo di Donato disse: "La sua ricchezza, i doni che la natura e la condizione sociale le avevano dato li aveva messi a disposizione degli altri. Sempre lieta, sempre sorridente, sempre pacata.

Non c'e' convento che non ricordi un qualche suo dono, un fiore della sua carita'.  "Mamma" la chiamavano non soltanto i cappuccini, ma tutti coloro che hanno bussato al suo grande e nobile cuore, trovando in lei una mamma che si spogliava di tutto per aiutare gli altri. (Massa, 46)


Durante le esequie una donna del popolo disse ad alta voce e sanza rispetto umano:
"Ti ringrazio, signorina, per quel pane che sempre mi hai dato! Preghero' sempre per te. Grazie! Grazie! (Padre Vittorio Massaro) (Massa, 47)
 
Maria Pile andò in Paradiso 9 giorni dopo la sua morte

Padre Adriano Leggieri, cappuccino, che al tempo della morte di Maria Pyle viveva nel convento di San Giovanni Rotondo insieme a Padre Pio, su richiesta di Padre Anacleto Miscio, gli scrisse una lettera spiegandogli quanto egli ricordava essere avvenuto.


"Un giorno di aprile 1968, quasi subito dopo la morte di Maria Pyle, non ricordo il giorno esatto ma Maria era già morta, dopo i vespri io
  e Padre Alessio eravamo sulla veranda in compagnia di Padre Pio.

A un tratto Padre Alessio, com'era suo solito, domando' a bruciapelo a Padre Pio:

"Il Padre Guido dove sta?" Padre Pio di scatto senza riflettere rispose subito: "In Paradiso."

Padre Alessio chiese di nuovo: "Padre, e Maria 'Americana dove si trova?" 
Padre Pio rispose veloce:"In Purgatorio."

E io: "Come? Ha fatto tanto bene!" Padre Pio: "Si. Ma per quello che non ha fatto prima." (Massa 50)
 

Padre Adriano Leggieri


Padre Alessio Parente  
 
Carmela Marocchino, scrisse nelle sue memorie:

"Laurino Costa fece un sogno in cui gli apparve Maria Pyle.

Egli le domandò come stava. Lei gli rispose che stava bene.

Laurino la vide seduta, ed era come se fossero due Marie. Egli le domandò il perchè.

Maria gli rispose: "come, non sai che quando uno muore l'anima esce dal corpo e prende la forma della persona? Ecco perche' tu vedi due di me."

Laurino continuò: "Lo so che tu sei morta, hai avuto il funerale, ma tu come stai?"

E Maria rispose: "Io sto bene. Il giorno di San Pio sono entrata in Paradiso."

Questo sogno Laurino lo fece il 7 maggio. Il giorno 9 dissi del sogno a Padre Pio, e lui: "E' stata sempre una buona religiosa, e il Signore sa dare il giusto premio a quelli che lo meritano." (Massa, 51)

Erano passati dunque solo nove giorni dalla sua morte, la notte del 26 aprile. L'onomastico di Padre Pio ricorre il 5 maggio, festa di San Pio V, papa.

Carmela Marocchino



Cappella dei frati cappuccini nel cimitero di San Giovanni Rotondo. Nella cappella e' sepolta anche Mary Pyle.



La lapide nel muro della cappella, con i resti di Mary Pyle.


Nella stessa cappella sono anche sepolti i genitori di Padre Pio'


       
Un mosaico nella cripta della nuova chiesa di San Pio mostra Mary Pyle che incontra Padre Pio alla porta del Paradiso.



 
Correntemente, parte della casa di Mary Pyle costituisce la "CASA DI ACCOGLIENZA GIOVANILE VOCAZIONALE PADRE PIO", dei frati minori cappuccini di Foggia.

 

   Torna alla prima pagina                                       Casa Sollievo